Umano – Racconto

Umano_Amelia_Moro

Racconto di Amelia Moro | Illustrazione di Alessandro Ripane


Lo storpio all’angolo grida: “Nichelini, per carità”

e i ragazzi, in centro, parlano da veri duri.

È così difficile essere un santo in città.

Bruce Springsteen, It’s hard to be a saint in the city

 

È un giorno di mezza primavera e, tanto per cambiare, sei in ritardo. Cammini a passo spedito per via: sai che un autobus ti farebbe risparmiare tempo, ma quel tempo guadagnato non vale il piacere di godersi un po’ di sole, ora che si è deciso a far capolino, o un po’ d’aria, fosse pure quella senz’altro inquinata del centro.

Mentre cammini una mano prende la tua: «Signore, la prego, signore… ho bisogno d’aiuto, signore…» qualcuno una volta ti ha detto che ai poveri non si dà un pesce, gli si dà una canna per pescare, perché i tuoi spiccioli non aiutano nessuno, bisogna risolvere il problema alla radice e non rendere qualcuno dipendente dalla tua sudicia carità. Vero, verissimo. C’è però un fatto: quando una persona ti guarda negli occhi e ti chiede aiuto, e tu non hai nessuna canna da pesca…

È  inutile starci a girare intorno: spesso ti volti e passi oltre, come se quella mano tesa fosse invisibile, o  altre volte, più rare, guardi la tua ragazza, che ha il cuore più tenero, e speri che li dia lei: questo ti fa sentire molto meglio. Dopo tutto, com’era quella storia che tuttociòcheèmioètuo tuttociòcheètuoèmio? Però, è innegabile, la maggior parte delle volte passi oltre.

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