La leggenda dell’ambico cortomuschiaio – Racconto

Racconto e illustrazione di Enrico Giomi



Si può raccontare qualcosa utilizzando parole che non esistono? Può risultare comprensibile? Può evocare pensieri diversi in lettori diversi? Può lasciare più spazio alla creatività del lettore? Credo che più la parola si allontana dalle altre esistenti più sia potenzialmente evocativa… Ma anche inespressiva, è un rischio.

 

Una perturnicolazione stereomansibile si è protomantata nell’istamento in cui sorreddigitanti multescenti si corrobinavano maldestrisciatamente. Accamminarono repensosamente i mistori galattocardici, famolosi per la loro borangità, sguainastrarono i loro buccicciotoli laser e frastornicarono il processionario alla base.
Non avevano casperato però che l’alleantrovatimidanza sorreddigitante avesse trucerbiattoli a zampillazzuli liberticenti, infatti questi intergettirono provicacemente con lanugo stranfulo. Insomma i mistori galattocardici si trovarono misticerchiati e la buccianurità sembrava un pragolismo.
Cosa fare?
La nastrovicella matrerna ricampava segnuli di pericolerica ma la disastrage fu inevitoccultabile.
Goran, l’ambico cortomuschiaio, respitonava pensicuri di tutti. Non era la primotivata voltaccaduta che popolastrazioni tumefficienti sbrigoldavano inpuliti. Tuttavia il postricurdo dicitofonistico in servizio sgunulava anomanzie da tutti gli gnoli, come se diburtazuoni ribattenti avessero allangato torbe a fiati. Segnallarme di pericarditolo!
Strillonzavano le sirencefale, i cortomuschiai reclastati in gruppazioni di difellerta, le camalleabili dei marmoni corbistate in sellavallo.
Goran era ambico, ovvero capacizuoso di leccornitriti a ratificazioni caramellarie distali. Non appenassurdo i sorredigitanti si mostricarono spascellando i civilabittadini con i loro trucerbiattoli alleanzati, ecco i leccornitriti allettattrarre la golosiccità, le dentibole cominciziare a caramellariarsi! Le dentazioni trafordite dagli zucchertimenti prosticavano con terringuli doloribrezzi stellatricidi! Mai una contorcizione dentalica così frignevole e zigugnosa si era goltumberata nella tempernità.
La sconfiggitazione sorredigitante fu epicatastrofischiante.
Goran, stremaffaticato per la caramellificante retificazione distale si spresciugò in un sofficeruleo sbuffetto fli con leggiadrezza.

Ancora oggi si tramescola la leggendaria progenzia del cortomuschiaio e della sua dolcimentazione ambica, e si narra che da allora mai più l’alleantrovatimidanza sorredigitante nocque a nessuno.

 

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