Il misterioso caso dell’elefante sgozzato (Atto 1°) – Racconto

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«Per tutte le badesse! Lei mi sta prendendo in giro, Raimondo, lei mi sta prendendo in giro! Quali erano i nostri accordi?»
«Rodolfo…» precisò il nostro «mi chiamo Rodolfo»
«Raimondo lei mi sta simpatico, ecco, però mi ha fatto davvero perdere la pazienza!»
«Uhm… ma che diavolo è successo?»
«Che è successo? Che è successo?! IO LA PAGO per rispondere a questa domanda! E si legga i giornali!» detto questo, l’impresario gli sbatté il telefono in faccia.

Rodolfo strisciò fuori dal letto con un gran mal di testa. Gli sarebbe proprio piaciuto leggere a scrocco il giornale al bar – con un espresso e un cornetto, magari – ma l’urgenza del caso lo fece propendere per un più prosaico uso di internet.
Non fu difficile capire che cosa avesse fatto infuriare il suo datore di lavoro: dappertutto non si parlava che del “misterioso caso dell’elefante sgozzato”, con buona pace della discrezione. Le notizie in mano ai giornalisti erano poche (del resto, non c’era molto da sapere) ma il fatto era stato gonfiato secondo la fantasia e l’estro dei vari scribacchini della città, e il brutale assassinio dell’animale era stato trasformato in una notizia da prima pagina. Rodolfo dette un’occhiata svogliata a diverse testate, ma si trattava per lo più di spazzatura, nulla che potesse essergli utile. Ciascuno aveva interpretato l’evento in chiave diversa e si alternavano invettive animaliste, sproloqui sull’artista come bardo della verità ed emarginato sociale, digressioni sulla figura dell’elefante in chiave poetica, filosofica ed esoterica. E dovunque campeggiava la stessa foto dell’elefan-

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