Domenica di pioggia – Racconto

Domenica_di_pioggia_Amelia_Moro

Racconto di Amelia Moro | Illustrazione di Arianna Zuppello


Ma ora sai come questo si dimentica:

perché hai davanti, colma e inobliabile,

la coppa delle rose che gli estremi

ha in sé dell’essere e del declinare…  

                                Die Rosenschale, R. M. Rilke

                                                                                                                                                                 

Un, due, tre… scivola la maglia sui ferri… quattr, cinq, sei… non devo perdere il conto… sette, otto, e nnnove… sollevo lo sguardo, forse per un rumore, solo per un attimo i miei occhi ripercorrono la stanza odiata, quel che basta per notare una ragazza ossuta, malamente accomodata nella poltrona a roselline, chiaramente sulle spine. Ecco, che sciocca, per un istante ho sperato fosse Andrea.  So che è ridicolo, ma non ho potuto evitare di pensarlo.

Otto… nove… ero a otto o ero a nove? Ho perso il conto. Del resto, non mi stupisco che la ragazza appaia così a disagio, quella vecchia poltrona è tremendamente dura e scomoda. Le roselline sullo sfondo color senape sono come svaporate, il colore dilavato, restano sagome scialbe come pallidi fantasmi sull’imbottitura quasi inesistente. Comunque, in assenza di rose vere, rose fresche, altro non mi resta: queste sbiadiscono forse, ma non appassiscono.

La ragazza è un’adolescente goffa, con gambe e braccia troppo lunghe, tutta gomiti, gli incisivi un po’ distanziati rendono il suo poco spontaneo sorriso vagamente ebete. È davvero a disagio, così, per garbo, le chiedo: «Com’è oggi il tempo? C’è il sole?» ma non ascolto la risposta, perché in fondo non mi interessa poi tanto. È così spossante ricevere visite e trovare argomenti di conversazione… solo se venisse Andrea mi importerebbe, ma so che lui non verrà. O forse verrà. Ma, davvero, è meglio non pensarci, o resterò troppo delusa. Poi mi dico che se il giorno è bello forse lo vedrò entrare insieme ad un raggio di sole, con un mazzo di rose rosse, e lui dirà: «Andiamo, sono qui per portarti via!».

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