Golfo Aranci – Poesia

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I miei figli? li vedo ogni giorno
nuotare in cornici di legno,
appesi a piastrelle del bagno,
quando vado a pisciare.

Seduta, li guardo imparare
le cose del mare, messi a fuoco
da fotografie sotto il pelo dell’acqua.

Li guardo, seduta sul cesso,
non più solo cose di madre,
partiti dai fianchi di chi
li ha lasciati spiccare,
in volo radente. Spicchi
d’arancia con ali screziate
di verde, di rosso.

Rimango seduta a guardare
il prato sommerso del mio sono stata,
la carta increspata di un nido
passata di forma, non più riciclabile,
sindone, coro, ventaglio di becchi,
ventre marino di fiori sdentati.

La branchia che ha dato il respiro
deve richiudersi in cicatrice,
i miei pesci di mari invernali
hanno messo le piume. Li
guardo volare.

L’estate del duemiladue
ci sono successe le cose del mare.

Articolista e organizzatrice di eventi culturali. Scrivo poesie.

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