Alla Stampa – Poesia

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I
(Primavera 2016)

La piazza vogliamo che sia
come avesse il nostro nome
inciso sui tavoli in ferro battuto
di fuori, nelle gocce di liquore
dell’ultimo bicchiere sorbito;
e vogliamo urlarci al quadrato
imperfetto dell’eco incastrata
alla Stampa, da padroni di strada:
predoni di sole, qui ed ora abitiamo
la bolla di tempo che abbiamo fermato.

II

(Primavera 2017)

Ora ci ha trovati la piazza
fatti di un sole più fresco
uguale e diverso, inaspettato
portato dal vento nell’isolato
– forse adesso per restare,
forse adesso addomesticato.
Così ora a capitare è lo sguardo
riaperto di getto sulla
Stampa
a posarsi su tavoli e bicchieri
e volti rimasti in attesa
l’uno dell’altro, alla finestra
di quella bolla che sembra ieri.
Ci ha aspettati la piazza ferma
– forse di noi si ricorda –,
non una mossa: ci guarda conoscerci,
studiare la smorfia rossa
del cielo (esplode la bolla),
tornare nell’orma e capire
che questo tutto, torna.

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