Sintassi e specularità – “Senza paragone” di Gherardo Bortolotti

Senza paragone Gherardo Bortolotti copertina

A cura di Federico Ghillino


 1. Ho scoperto casualmente Gherardo Bortolotti

grazie al numero 68 di Nuovi Argomenti, intitolato Urania 451, un numero completamente dedicato alla letteratura fantascientifica italiana. Raccoglieva una serie di racconti di autori giovani, ai tempi a me totalmente sconosciuti. Fra questi si mostrava anche Bortolotti, con dei frammenti numerati che raccontavano una storia sull’arrivo degli alieni.

Nuovi argomenti 68 Urania 451 copertina

Dico “una storia”, ma non è propriamente esatto: i brani certamente raccontavano di un mondo dove sono arrivati gli alieni, era anche presente un personaggio – tale bgmole – ma una trama vera e propria non si poteva dire esserci, piuttosto degli avvenimenti globali di fondo (quale l’arrivo degli alieni, appunto), che coinvolgevano tutti gli abitanti di quel pianeta Terra futuro e completamente sfaldato. L’ambientazione mi piacque, ma a colpirmi in modo indelebile fu lo stile, tanto che a distanza di molti mesi ricordavo ancora di un racconto che mi aveva stupito in modo inaspettato, scritto da un tale di cui nel frattempo avevo dimenticato il nome.

Un giorno decisi di recuperarlo ed approfondire, partendo dalla lettura di quel Quando arrivarono gli alieni, che avevo solo saggiato su Nuovi Argomenti e che nel frattempo era stato pubblicato per Benway Series, nel 2016. Da lì ho esplorato gli altri suoi scritti e voglio affrontare in questo articolo un discorso sulla sua penultima pubblicazione: Senza paragone.

Mi piace introdurre questo autore (classe ’72) attraverso due fatti curiosi.

Primo fatto curioso – Cosa ne dicono gli editori

Alcuni editori hanno scelto di gestire i suoi testi inserendoli nelle collane di poesia (E-dizioni Biagio Cepollaro, Transeuropa Edizioni), mentre Bortolotti non scrive poesia ma, tecnicamente, prosa. Schegge, frammenti, brani che non sono poesie in prosa – genere codificato e con una sua tradizione – ma prose in prosa, una rielaborazione critica successiva pubblicata e analizzata, che denota un certo ribellismo da parte di alcuni autori giovani verso una tradizione ormai sentita, probabilmente, inadatta a descrivere il nostro tempo nella sua dinamicità storica, tecnica e umana.

Secondo fatto curioso – Cosa dice di sé

In un articolo che lessi qualche tempo fa, ma che non riesco a recuperare, e di cui mi rimane il misero screenshot che segue, si legge:

Gherardo Bortolotti cose

Ciò crea un corto circuito che da una parte lo rende indefinibile nella sua specificità, dall’altra permette agli editori di fare ciò che si è detto: etichettare i suoi scritti col termine “poesia” per questioni di ordine editoriale (non tutte le case editrici hanno le collane di sperimentazione o le collane-fuori-collana). Lungi dal voler additare questo fenomeno, che trovo divertente, non certo dannoso (in fondo a questo articolo potete vedere che a due anni di distanza Bortolotti è inserito prima in una antologia di poesia e dopo in una di prosa con titoli quasi identici), incuriosisce solo che la sensibilità editoriale odierna assimili un tipo di esercizio che mi ricorda una certa scrittura automatica o combinatoria secondo novecentesca al campo d’azione della poesia.

A tal proposito invito ad osservare la copertina del libro posta a capo di questo articolo. Sullo sfondo, dietro titolo e nome dell’autore, si stanziano alcuni paragrafi del libro stesso, che però sono stati spezzati in versi per rientrare nei canoni estetici della collana. Si può forse notare, all’inizio dei paragrafi tramutati in strofe, la numerazione che portano nel libro, di cui parlerò a breve.

Comunque, mentre è importante notarlo, non è importante soffermarci in tale sede su questo fenomeno. Dunque avanti.


2. Nel 2013 Transeuropa pubblica Senza paragone,

si tratta di un curioso ed agile libretto che inserisce Bortolotti nella collana Nuova poetica. Per parlarne è importante introdurre la struttura del testo in modo asciutto e schematico; partiamo dall’indice:

Senza paragone Gherardo Bortolotti indice

Ognuno dei capitoli è costituito da un minimo di 3 ad un massimo di 6 paragrafi numerati, in senso crescente.

Ogni paragrafo è costituito da un’unica frase. A volte non finita.

Ogni frase costituisce un secondo termine di paragone, infatti alcuni incipit sono: «come», «simili», «affine», «non diverso», «diverso», «diversi», «simile», «non come», «opposto», «analogo», «non proprio come», «distinto», «dissimile», «affine», «diversa», «pari», «somiglianti», «diverse», ecc. Questi secondi termini di paragone si riferiscono quando ad un singolare maschile, quando ad un singolare femminile, quando ad un plurale maschile, quando ad un plurale femminile, come si legge.

Il primo termine di paragone non è dunque intuibile, infatti il libro, fatto solo di similitudini incomplete, si chiama Senza paragone. E tutto quadra.Senza paragone 13 Gherardo bortolotti 1

Senza paragone 13 Gherardo Bortolotti 2

Senza paragone 17 Gherardo Bortolotti 1

Senza paragone 17 Gherardo Bortolotti 2


3. Riguardo la similitudine,

Nuovi Argomenti cura un’interessante rubrica online, Le forme della poesia, inaugurata nel gennaio 2015 da un articolo di Umberto Fiori che, mettendo a confronto le due figure retoriche più celebri e diffuse, dice:

Nella metafora, che vuol presentarsi come un superamento di quel rudimentale come, il mondo viene offuscato, se non addirittura rimosso, da un intreccio complesso e sotterraneo di “campi semantici”; in ciascun elemento della similitudine, invece, il mondo è lì, intero. Il mondo si specchia nel mondo. Il mondo è simile.

Se la metafora è AxB, dove il risultato C è un’indistinto amalgama, la similitudine è A+B, dove C è invece un’ossigenazione, una miscela eterogenea di due elementi.

In Bortolotti il primo termine di paragone non c’è, anche se da qualche parte si stanzia, necessariamente; tuttavia non sembra importante cercarlo.

Il punto di questo processo è la geometria della sintassi, che veicola un modo di pensare e intendere la realtà: l’incastro delle cose nelle cose, del mondo nel mondo. Queste prosette ci parlano della prosecuzione analitica di un qualcosa di definito (o definibile, o indefinito, o indefinibile) in qualcos’altro. Motivo per cui le frasi a volte non terminano, o sono estremamente lunghe: intendere il mondo che ci circonda è una questione di attenzione, di seguire il filo sottile che lega la realtà nella nostra mente, e si può andare avanti a lungo, o interrompersi all’improvviso o fermarsi quasi subito per poi passare ad altro.

Bortolotti ci propone un modo di intendere le cose che tende ad ampliare sintatticamente e semanticamente lo spazio dedicato alle minimità: polvere, oggetti insignificanti, cadaveri di insetti microscopici sono punti di partenza per un percorso potenzialmente senza meta, che vale per la sua portata esperienziale.

La similitudine allora diventa sicuramente un mezzo per mettere in atto lo stile che già avevamo incontrato in Canopo esercitato a massimi livelli di complessità, ma non è solo questo. È un suggerimento. Un suggerimento a confrontare le cose per avere nuove visioni di numeralità, nuovi punti di contatto tra una qualche sistematizzazione ed un’altra. Il tentativo di scoprire di più in ciò che ci circonda – senza vezzi spiritualistici o, più in generale, metafisici – accostando semplicemente due elementi, come ci dice Umberto Fiori.

Se lo specchio attraverso cui qualcosa si confronta con un’altra possibilità di sé è la sintassi, possiamo avere soltanto un risultato, il primo termine di paragone – potenzialmente tutto – si vedrà riflesso nel secondo termine di paragone: e il geoide trasmuterà in poligono, architettandosi in una complessità di angoli, lati, aree e volumi ricchi ed esplorabili.

E poi tocca avventurarsi su una stringa di parole.

 

 

Per approfondire

Lo scrittore:

La formazione dello scrittore, 20 / Gherardo Bortolotti, da vibrisse.wordpress.com
Cosa abbiamo da dire. Poeti italiani a 40 anni | Gherardo Bortolotti, da formavera.com
Scrittori e Facebook/6. Gherardo Bortolotti, da leparoleelecose.it

I suoi libri:

Canopo, E-dizioni Biagio Cepollaro, 2005
Soluzioni binarie, La camera verde, 2007
Tecniche di basso livello, Lavieri, 2009
Senza paragone, Transeuropa Edizioni, 2013
Quando arrivarono gli alieni, Benway Series, 2016

Antologie a cui partecipa:

Prosa in prosa, a cura di Paolo Giovannetti e Antonio Loreto, Le Lettere, 2009
Poeti degli anni Zero, a cura di Vincenzo Ostuni, Ponte Sisto, 2012
La terra della prosa. Narratori italiani degli anni Zero (1999-2014), a cura di Andrea Cortellessa, 2014

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