Dal neo-noir a Eraldo Baldini – Il romanzo gotico italiano

romanzo gotico italiano

Era il 1764 quando usciva Il castello di Otranto di Horace Walpole, primo romanzo gotico della storia che ebbe il merito di dare avvio alla narrativa dell’orrore: da metà Settecento un esercito di fantasmi, vampiri e scienziati pazzi invase la letteratura mondiale.

Nel corso dei secoli, però, l’Italia sembrò resistere con forza a questa invasione; escludendo le influenze gotiche di alcune opere degli Scapigliati, e i romanzi di autori come Mistrali e la Invernizio, nell’Ottocento questo genere ebbe ben poca presa sugli autori italiani.

La situazione nel Novecento non sembra cambiare; il racconto dell’orrore è prerogativa di divertissement isolati, e sebbene alcuni scrittori – come Mario Soldati nelle sue Storie di spettri – affrontino temi tipicamente gotici, le influenze orrorifiche per lo più si limitano a fare da sfondo nei capolavori di Landolfi, o nei racconti del mistero di Buzzati.

Il gotico negli anni ’90: dal neo-noir ai Cannibali

È solo negli anni Novanta che la letteratura di genere – in particolare quella dell’orrore – fiorisce: nel 1994 un gruppo di scrittori e registi si riunisce attorno alla figura di Dario Argento creando il gruppo neo-noir, che si proponeva di trasferire le atmosfere sanguinose dei film di Argento in racconti fulminei, crudi, in cui protagonisti non sono fantasmi e vampiri bensì serial killer.

Ci troviamo in presenza della negazione del genere giallo: non esiste alcun detective, non c’è giustizia; ogni atto, anche il più terribile, resta impunito. Ciò che importa a questi autori è  descrivere l’ondata di violenza immotivata che aveva sommerso l’Italia in quegli anni, l’immaginazione degli autori si intreccia ai più neri fatti di cronaca.

romanzo gotico italianoNel 1996, invece, Einaudi lancia sul mercato un’antologia che farà da spartiacque alla narrativa horror successiva, Gioventù cannibale, che vedeva in Ammaniti e Nove i principali esponenti. Centrali, nei loro racconti, branchi di giovani instupiditi dalla televisione e dalla pubblicità, figli di papà annoiati che usano la violenza come un’alternativa alla solita serata di svago. La crudeltà è talmente spinta da diventare grottesca; un umorismo caricaturale nei confronti dei personaggi creati permea tutti i lavori di questi autori.

La corrente neo-noir e quella Cannibale hanno in comune l’assenza dell’elemento soprannaturale: a terrorizzare non sono creature immaginarie ed oscure, ma la follia di persone che potremmo incontrare tutti i giorni.

Eraldo Baldini e l’horror italiano

Che fine ha fatto allora l’horror soprannaturale, popolato di mostri e creature immaginarie, all’interno della narrativa italiana?

L’orrore soprannaturale non è sparito, è relegato ai margini della letteratura, affidato per lo più a riviste e siti specializzati, o annidato nelle opere minori di alcuni autori: nei racconti di Lucarelli, molto meno conosciuti dei romanzi, troviamo fantasmi assassini; domestiche con poteri stregoneschi, ombre demoniache; ci troviamo di fronte a racconti che potrebbero essere inseriti in una raccolta di novelle dell’orrore del Novecento come Horroriana, edita da Mondadori.

romanzo-gotico-italianoÈ tuttavia nei racconti di un altro autore, Eraldo Baldini – altro giallista che fa incursione nell’horror, come il collega Lucarelli – che ci troviamo davanti ad una mitologia del terrore del tutto nuova e italiana; le atmosfere sono quelle agresti dei campi e dei boschi della Romagna in cui i bambini si muovono con le loro biciclette inseguiti dalle creature della leggenda: nascosta nella nebbia c’è la terribile Borda che «con una corda e con una legaccia, prende i bei bambini e poi li ammazza; con una corda di canapa rozza, prende i bei bambini e poi li strozza».

Certo, abbiamo anche elementi classici come fantasmi, o animali indemoniati, ma nei racconti di Baldini tutto è rielaborato e filtrato in un’ottica italiana, rurale. Protagonisti sempre i bambini; terrorizzati o crudeli, vittime o carnefici: la descrizione dell’infanzia come periodo di scoperta delle proprie paure, di conoscenza del male, è, come nei racconti di King, fondamentale. Anche l’ambientazione scelta dai due autori è molto simile; siamo in paesini di provincia in cui il tempo sembra essersi fermato, in cui i bambini si muovono in comitiva, ai margini dei boschi, imbattendosi nel nuovo, nel diverso: la Romagna di Baldini è il Maine di King.

Baldini ha creato un nuovo genere, quello del Gotico rurale (dal titolo di una sua raccolta di racconti): ha ideato quindi qualcosa di nuovo partendo da elementi e spunti dell’horror classico. Molti altri autori italiani, come Valerio Evangelisti o Michele Mari hanno saputo intrecciare l’horror ad altri generi e rielaborarlo in un’ottica personale, creando ibridazioni del tutto originali: questo genere in Italia resta però emarginato ad un pubblico di soli appassionati, non conosciuto, nascosto nell’ombra, come i fantasmi da cui muove i primi passi.

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