Che cos’è una libreria indipendente # 1 – Intervista a Bookowski

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Intervista realizzata presso la libreria indipendente Bookowski

(Vico Valoria, Genova) con Laura, la proprietaria


Ti definisci libreria indipendente? Perché?

Sì. Mi definisco libreria indipendente perché sono fuori dai canali delle grosse librerie, non passo dai distributori, perché vendo libri usati, perché è una libreria che ha anche molte altre cose all’interno, che vuole essere centro culturale oltre che semplice negozio, sia per come è strutturata che per il più ampio progetto che ho in mente. Mi definisco libreria indipendente anche per la scelta delle case editrici che tengo in libreria: tutti piccoli editori non legati ai grandi gruppi.

Quand’è quindi che una libreria si può definire indipendente? È solo una questione di burocrazia?

No, è una questione legata al rapporto e all’atteggiamento con i libri e con i lettori. In realtà dal punto di vista burocratico le cose non sono molto diverse, sono solo più piccole. L’unica diversità è quella del distributore.

Essere indipendente facilita o non facilità il fatto di essere, come dicevi, centro culturale oltre che libreria?

Dipende dal tipo di lettore a cui ti vuoi rivolgere. Se vuoi rivolgerti ai lettori che frequentano le grandi catene non ti facilita. Ci sono tante piccole librerie che sono riproduzioni in miniatura delle grandi librerie, con un catalogo limitato, che stanno lentamente chiudendo.

Se invece cerchi un lettore diverso, che entra in libreria con uno spirito che non sia quello di trovare i libri delle classifiche che gli hanno consigliato, ma che va in cerca della scoperta di ciò che ancora non conosce, allora può essere un aiuto.

Infatti in questo modo si crea un vero e proprio rapporto, che mi consente anche di consigliargli qualcosa. Inoltre questo tipo di persone costituisce un importante sprone alla creazione di cicli di eventi, incontri e gruppi di lettura.

Una difficoltà diversa è quella del rapporto con gli editori. I grossi gruppi di distribuzione che si stanno creando – grazie alla loro forza – li ricattano dicendogli che non possono gestirsi autonomamente nella giungla che è l’editoria.

Come funziona la macchina? Qual’è il viaggio del libro dalla casa editrice al tuo scaffale?

Lavorare con un distributore significa pagarlo un tot all’anno per avere a disposizione tutto il catalogo di tutti gli editori che il tale distributore ha inglobato ed avere la possibilità di scegliere dal catalogo i titoli che voglio.

Io però non faccio così: non passo dal distributore (che è come andare su Amazon: metto nel carrello ciò che voglio ed il distributore me lo porta) e ciò complica le cose, dal punto di vista tecnico, perché devo contattare singolarmente ogni casa editrice, concordare le condizioni e dopo scegliere i titoli da farmi inviare, uno ad uno.

Ma quindi si può avere un atteggiamento “indipendente” pur passando attraverso il distributore?

Assolutamente sì! Io non utilizzo il distributore anche perché Bookowski è principalmente improntato sull’usato, che i distributori ovviamente non trattano.

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Nella tua libreria sono presenti cinque spazi dedicati ad altrettante case editrici indipendenti da te scelte. Loro si appoggiano a grandi distributori? 

Alcune sì, ormai quasi tutte, anche perché gestire i conti deposito con ogni singola libreria d’Italia dove sono venduti i propri libri sarebbe complesso e difficoltoso. Il distributore aiuta in questo, snellendo il lavoro.

Tuttavia io preferisco rivolgermi direttamente alle librerie, perché è un gradino intermedio, un tramite che, nel mio caso, si può evitare. Ci sono situazioni in cui comunque risulta necessario: le grandi case editrici non possono avere contatto diretto con tutte le piccole librerie, come la mia, che vorrebbero avere i loro libri, quindi l’unica via, per loro, è rivolgersi a qualcuno che gestisca lo smistamento dei libri alle librerie che li desiderano.

Tornando alla tua libreria nello specifico, parlaci di come ti procuri l’usato.

L’usato spesso mi arriva dai privati, che donano libri di cui vogliono sbarazzarsi o scambiano i libri usati per dei buoni da usare in libreria. Sempre da privati ricevo libri attraverso lo sgombero degli appartamenti. Un’altra importante risorsa è internet, grazie ai siti di vendita dell’usato.

In questo modo ho il vantaggio di possedere personalmente tutti i libri che sono qui dentro: se mai dovessi chiudere mi porterei tutto a casa. Questo ha uno svantaggio iniziale: richiede un investimento maggiore rispetto all’apertura di una libreria normale, infatti ho dovuto comprare tutti i libri con cui ho aperto la libreria.

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Frequentando le librerie indipendenti del centro di Genova ci siamo resi conto che ciascuno di voi ha trovato, per distanziarsi dalle grandi librerie, un carattere, un’identità ben precisa. Che ne pensi? Qual’è la tua?

Una cosa che non voglio è imporre la mia idea di lettura attraverso scelte precise e stringenti. La vendita dell’usato mi consente di avere sempre libri diversi, di variare costantemente.

Ognuno qui ha la possibilità di “essere trovato” dai libri. Desidero che la mia libreria abbia questa impronta per dare la possibilità a chiunque di imbattersi in ciò che non conosce o che semplicemente non pensa possa piacergli.

Sei riuscita a cogliere un tipo preciso di frequentatore che predilige la tua libreria o, proprio per la fluidità dovuta alla vendita dell’usato, la libreria è frequentata da tante persone diverse?

No, è molto difficile definire un tipo di cliente preciso per la mia libreria. Sia per quanto riguarda gusti ed inclinazioni che per quanto riguarda le fasce d’età: vengono i ragazzi e gli anziani. Ci sono delle signore che spesso vengono a trovarmi il pomeriggio e si fermano qui a leggere, bevendo un tè o un caffè.

Al tempo stesso ci sono ragazzi che magari iniziano a leggere qualcosa per caso, perché gli cade l’occhio su una copertina che gli piace e magari intraprendono una lettura per pura e sana curiosità.

Quali sono libri più venduti fra quelli degli editori indipendenti selezionati?

L’editore più venduto è Stampa Alternativa, con il libro Elettroshock, della Merini. Un altro libro molto venduto è di Lewis Carroll: Una storia intricata, racconti matematici. Nell’usato invece quello che ho venduto di più in assoluto è stato Bukowski, avevo moltissimi libri e sono andati tutti.

Per chiudere ti chiediamo proprio: libri consigliati?

Ti dico tre dei miei libri preferiti: La gioia di scrivere di Wislawa Szymborska, poi Pastorale americana di Philip Roth ed infine il libro che mi ha fatto iniziare a leggere veramente: L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera.

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